Io ho visto alberi grandi e forti venir giù perché il progresso doveva avanzare.
Ho visto indios che mentre guardavano quegli alberi cadere gli si rimpiccioliva il cuore.
Ho visto presidenti, potenti di turno, politicanti, urlare contro questo sfacelo e rifiutarsi di ridurre lo sfruttamento della terra.
Ho visto presidenti, potenti di turno, politicanti che dopo un convegno mondiale sulla fame nel mondo invitavano tutti ad un bellissimo buffet per continuare la discussione.
Ho visto gente che cercava nelle carcasse della memoria i propri sorrisi.
Io ho visto bambini cucire un pallone di cuoio per altri bambini che lo potevano comprare
Ho visto cuori che pulsavano lenti perché non c'era più sangue da pompare e nessuna ambulanza che potesse arrivare perché c'era troppa guerra intorno.
Ho visto ragazzi comprare felicità per pochi soldi dentro pasticche e siringhe oscene e non ho visto nessuno che sentisse il dovere di raccontargli che quella era una brutta favola.
Ho visto mani molto piccole che non riuscivano a stringere affetti ed abbracci
Ho visto vecchi che non avevano rughe e non mostravano occhi all'indifferenza del mondo
Ho visto donne strappare con le urla i propri figli dalla fame
E ho visto uomini che camminavano in silenzio, a chiedere perdono dentro una dignità ritrovata.
Ho visto potenti dare ordini che le religioni zittissero, che la politica parlasse d'altro, che la televisione non informasse e che le loro idee si propagassero
Ho visto potenti urlare la loro verità a suon di bombe e di morti e di bambini che saltavano e donne che urlavano e uomini che non capivano.
Ho visto potenti affermare che questa era la ricerca della democrazia ed era una guerra giusta.
Solo allora ho capito che questa non era una favola, una dolce favola che volevamo narrare, solo allora abbiamo capito che c'era qualcos'altro da raccontare e da stratificare.
Andate stanotte, ad osservare il muro, quel muro maledetto che crea silenzio e ipocrisia e provate a trovarci un buco. Ci deve essere un maledetto buco dentro quel muro. Ecco. Allargatelo, provateci almeno, e da quel buco, lentamente tirate fuori un mattone che non vi servirà per guardare oltre, ma per togliere, lentamente tutti i piccoli mattoni e smontare il muro. Poi, sempre lentamente quei mattoni, quegli stessi mattoni usateli per costruire un ponte, magari piccolo, magari traballante, ma provateci.
Solo adesso, rileggendo quanto ho scritto nel novembre 2007, per lo spettacolo ponti non muri insieme al laboratorio musicale ”Humaniora” , ho capito perché ho deciso di candidarmi e di impegnarmi in questa campagna elettorale.
Perché ho visto troppe cose che non mi piacciono.
Ps: buone notizie sul fronte della mia piccola proposta elettorale che vi riassumo. Chiedo a tutti i circa 1020 candidati che, se una volta eletti, si impegnino formalmente a sottoscrivere davanti al notaio:
Io sottoscritto, candidato a consigliere della Regione Automa della Sardegna, devolverò, una volta eletto, il 5% dell’introito netto mensile accreditato in qualità di consigliere regionale, ad un fondo sociale costituito tramite atto notarile. Detto fondo sarà utilizzato per restituire la dignità a tutti i figli, mogli/mariti e compagne/compagni conviventi a qualsiasi titolo, dei caduti sul lavoro dentro questa terra e che, non hanno ottenuto nessuna pensione o vitalizio dagli Enti preposti, in quanto le vittime non erano regolarmente assicurate.
FIRMATARI
Giampaolo Cassitta, candidato Italia dei valori – circoscrizione di Sassari
Gianni Piredda, candidato Italia dei valori – circoscrizione di Sassari
Federico Gandolfi, candidato Italia dei valori – circoscrizione di Sassari.
Emanuela bazzoni, candidato Italia dei Valori- circoscrizione di Sassari.
Patrizio Rovelli, candidato Italia dei Valori – Circoscrizione di Cagliari.
Le adesioni (che devono giungere per iscritto, in quanto saranno considerate documento valido come impegno formale) saranno inviate a megliosoru@giampaolocassitta.it
Aspetto con molta tranquillità, convinto che dobbiamo scommettere sulle piccole cose. Come questa.
Oggi due nuove adesioni. Si comincia con il poco e con il poco si va avanti. Un po’ come il pane di ieri che è buono anche per “il domani”.
Grazie.