Si è assistito ieri sera, a Porta porta, il salotto del sugheretto Vespa, ad un vero e normale dibattito, come non ne capitava da tempo e come, visto l'ospite, non era mai capitato. Il Presidente Berlusconi (oggi ri neo presidente del Milan) appariva come anestetizzato e dentro quello studio sembrava ci fosse capitato per caso. Non un'azione degna di nota, una gamba tesa, un "indegno" o un "infedele" urlato a Fassino o a Giordano. Non ha pronunciato neppure la parola comunista. Era composto, mummifico, serafico, non strafottente, non sorridente. Niente.
Una tristezza unica. Nessuna capacità mediatica, nessun pallonetto, nessun passaggio degno di nota. Niente. Non ha neppure richiesto i due scudetti. Brutto segno. Ha dato l'impresisone di essere un catenacciaro lui che, lasciatecelo dire, ha fatto delle ripartenze sacchiane uno stile di vita.
S'è fermato.
Trala palude di "furbetti del quartierino", furbette laziali, furbetti pugliesi e furbetti Galliani. Un vero e proprio calvario. E poi c'era qualcuno che, ieri sera, voleva buttare il dibattito sulla costituzione.
Ma quando mai.














