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Il colore della vita

Il colore della vita - il sito di Giampaolo Cassitta
 
 
'Volontario Cgil ucciso a Gerusalemme dai suoi amici palestinesi'. Era il titolo del quotidiano “Libero” diretto da Vittorio Feltri nei confronti dell’omicidio di un volontario Angelo Frammartino. Sono passati ormai quasi tre anni e Angelo mi è venuto in mente in questi giorni per due motivi fondamentali. Il primo legato all’impegno e alla sua voglia di superare le barriere. “Bisogna imparare ad amare daccapo, a tornare ad amare, ogni giorno", è infatti la conclusione dell'ultima e-mail che Angelo inviò  al circolo di Rifondazione comunista di Monterotondo, in cui era responsabile del settore giovanile. Il secondo è più strettamente attuale e mi riporta alla giornata in cui Roberto Saviano raccontò, a suo modo – splendidamente aggiungo io -  la storia di un paese attraverso i titoli dei giornali. Che possono uccidere. Stavo scrivendo un racconto e rivedendo  una canzone intorno ad Angelo e mi sono ritrovato davanti al titolo di Libero che ritengo agghiacciante, fuori luogo, insulso, razzista e gonfio di faciloneria. Erano trascorse poche ore dall’omicidio e i garantisti di Libero avevano già emesso la sentenza: ad uccidere Alessandro era stato un suo “amico” palestinese ed era un suo amico perché, ovviamente, Alessandro era della CGIL. Che tristezza. Quando le accuse toccano il sult-nano si è innocenti sino a prova contraria (e ritengo questo  un assunto giuridico assolutamente condivisibile per tutti) quando capita ad altri allora si dipingono quadri naif, con colori forti, con una voglia di discostarsi da quello che accade intorno,  come se Angelo Frammartino non fosse degno di essere raccontato in modo semplice, giornalistico, civile. Ecco, rileggendo queste pagine mi sono reso conto di non far parte più di un paese civile. Mi sono reso conto che è dentro le piccole  storie che dobbiamo rinascere ed è la nostra memoria a dover costruire il futuro. Scriverò la storia di Alessandro, a mio modo. Con struggente dolcezza e malinconia. Con la voglia di averlo accanto. Un’altra anima in panchina. Perché è gente come Alessandro che ci ha fatto sentire più grandi e più veri.  Ecco, come piccolo contributo il testo della canzone dedicato ad Alessandro. E’ una canzone che avevo scritto di getto nel 2006 subito dopo la notizia dell’omicidio  e che ripropongo con qualche piccola correzione. Manca la musica ma, sperando in Dio e in Allah anche quella arriverà. Ne sono certo.
 
 
Su queste strade che disegnano tracce
dentro una terra che non ha colore
Un rumore sordo si sente già
Sarà una mina che ormai è brillata
Dentro un bambino che urlerà
 
Aiutatami Dio Jnshallah
Vorrei capire il colore della vita
E quanto costa la verità
E quel bambino che si sarà salvato
Non avrà più occhi per la pietà
Ascoltami Dio Jnshiallah
Dentro una strada con troppe curve
Un giorno un angelo passerà
Sarà una forza dell'amore
Che lo accompagnerà
Sarà un rigurgito di questa terra
Che lo accartoccerà
Aiutatami Dio Jnshiallah
Vorrei conoscere il bene e il male
E gli occhi forti della bellezza
E quel ragazzo che non può giocare
Non avrà tempo per una carezza
Ascoltami Dio Jnshiallah

Quest'angelo con gli occhi appesi
Con la vita si scontrerà
Aveva mani per abbracciare
Israeliani e palestinesi
Pensiero denso di un amore
Il nostro Angelo che non volerà
Aiutami Dio Jshiallah
Vorrei scontrami con la saggezza
Ed un gomitolo di carità
E quel ragazzo è diventato uomo
Ma non conosce la limpidezza
Aiutami Dio Jnshiallah
Su questa terra con troppo sangue
Angelo è una vita ormai sfibrata
Per quei bambini che non hanno un tetto
In questa guerra non dichiarata
In questo strazio maledetto
Angelo non correrà
Aiutami Dio Jnshiallah
Angelo con occhi forti
Occhiali che vanno lontano
Cancella muri e disegna ponti
Angelo che ha lunghe mani
E braccia lunghe per abbracciare
Cancella muri e disegna ponti
Angelo che ci accompagna
Che spicca il volo e non se ne andrà
 
Angelo che ha mille volti
E i sussulti di mille cuori
E le urla di mille giochi
Di tutti i mille bambini soli
E mille i colori dell'arcobaleno
E mille dita nella città
E mille voci che ci accompagnano
E mille richieste di verità
Perché; ci sono più di mille fiumi
E acqua pesante da macinare
Perché; ci vogliono mille ponti
E voci nuove per raccontare
Perché; tutti questi mattoni rossi
siano la speranza di una casa
perché; tutti questi mattoni forti
non abbiano la forza di una barriera
diventino casa per i mille canti
stonati e dolci di libertà
Per i bambini e per il nostro Angelo
Per ogni Dio e per ogni Allah.

© by giampaolo cassitta 2006

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