Siamo ormai al varietà. Al Bagaglino di ritorno, a quelle battute da caserma o da scuole elementari. Ai miei tempi, per esempio, si raccontava sempre la battuta sul fantasma formaggino da sbattere nel panino o quelle, immancabili, sul tedesco grassone, il francese scemo e l’italiano furbo. Noi, sempre furbi. Anche nelle barzellette. Credevo però che almeno un candidato al nobel dell’economia (in realtà autocandidato, ma va bene lo stesso) fosse, se non una persona noiosa, almeno un po’ seriosa. Mi sbagliavo. Il nostro Brunetta ha deciso di alzare sempre l’asticella (tanto lui ci passa sotto da molto tempo) e dopo la grande trovata di vietare internet sui luoghi di lavoro (la gente ci lavora con Internet, caro Ministro) in un'intervista a Klauscondicio, il canale su Youtube di Klaus Davi, se la prende con gli uomini in divisa: "Bisogna mandare i poliziotti nelle strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto "panzone" che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano".
Ora, il poliziotto “panzone” fa ricordare - almeno io lo ricordo benissimo – il mitico sergente Garcia che non riusciva mai a prendere Zorro e alla fine un po’ tutti – io lo facevo nella mia grande indulgenza infantile – speravano che almeno una volta ci potesse riuscire. Magari poi Zorro scappava, epperò era bello immaginare il buon Sergente, con il suo panzone, che riusciva ad inseguire e catturare il nostro eroe mascherato. Oppure – ed è un’immagine tra le più belle e commoventi del cinema neorealista – l’inseguimento del “panzone” Fabrizi al ladro Totò con la storica frase: “Fermati o sparo un colpo in aria a scopo intimidatorio.” E Totò, di rimando: “E io non mi intimido e non mi fermo”.
Abbiamo sempre amato i panzoni, sono le brioches della nostra infanzia, sono quelle burrose immagini che ci accompagnano da sempre e per sempre. C’è sempre un panzone in un bel film che ci fa sorridere, ci fa immaginare un mondo un po’ più vero, reale. Perché i panzoni, come dice Brunetta ci sono davvero. Come ci sono gli “occhialuti” (io lo sono e porto questa “croce” da quando avevo otto anni), quelli con il naso lungo, corto, grosso, piccolo, a patata, quelli (e quelle) con le gambe storte, quelli con la erre moscia, quelli troppo bassi e quelli troppo alti, quelli con la barba e quelli con i baffoni e i bassettoni, quelli senza peli e quelli con troppi peli (sulle spalle e sullo stomaco). Insomma, la razza umana è varia fisicamente, ma da un candidato al nobel che predica la “meritorcrazia” ci aspettavamo ben altra classifica.
Oddio, poi il Ministro ci ripensa (ci ripensano sempre in questo governo, dicono e si contraddicono, sono sempre uno nessuno e centomila) e afferma "Nessuna volontà di offendere nessuno, ma solo una constatazione scherzosa per dire che chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada".
Allora, dal varietà alla farsa. Intanto, non si copia il capo (le constatazioni scherzose sono solo di appannaggio di Papi e a Brunetta qualcuno dovrebbe ricordare la scala del potere dove lui è sicuramente più “in basso”. Ops, constatazione scherzosa e semplice su Brunetta…. ) ma non è possibile che non abbia mai visto Starsky e Hutch, una coppia di simpatici poliziotti che fanno soltanto sorridere e niente hanno a che vedere con la serietà di chi, quotidianamente, rischia la vita (senza che vengano pagati gli straordinari) per la difesa di questo paese.
Sono davvero perplesso. Ma forse il buon Brunetta non sa che molti di quei poliziotti “panzoni” hanno votato il suo partito quello, per dirla con De Andrè della “sicurezza e della disciplina?”. Ecco i “panzoni” dovrebbero cominciare a riflettere seriamente sulle persone che hanno mandato al governo e dovrebbero, soprattutto, cominciare ad indignarsi. Che in un mondo dove tutti ci guardano come canguri bosniaci (ovvero cose del tutto amene, strane, che vivono in un paese corrotto, falso, gonfio di bugie e di plastica, che, come i canguri bosniaci, non esiste) e cominciano a suggerirci che, forse, abbiamo un Capo pericoloso, ecco, ai poliziotti “panzoni” figli del proletariato (giusto per citare anche il mio buon Pasolini) chiedo di cominciare a prendere posizione e dire che essere servi dello Stato è una cosa eticamente alta, essere servi e basta non dovrebbe appartenere alla loro cultura. Insomma, cari “panzoni” non vi girano (come direbbe il vostro Montalbano) i cosiddetti “cabasisi”?
Roma, Aeroporto di Fiumicino, 28 maggio 2009