Eppure bisognerebbe trovare il modo di insegnare l'etica a questi nostri figli viziati e maleducati. Dovrebbero capire che sono nati in questo paese per caso - come tutti - e potevano nascere in Scozia, in Irlanda, in America o in Etiopia. Sempre per caso o per scelta, magari dei loro genitori o per combinazione. Bisognerebbe trovare il modo di spiegare che il rispetto per il prossimo ma anche per le cose e gli animali è il primo gradino di civiltà. Se non riusciamo neppure a fargli fare quello magari accompagnandoli, la scala dei valori è decisamente bassa. Ci occupiamo,da mesi ormai, delle malefatte dei nostri politici, dei blablabla sulle elezioni, dei rilanci e della possibilità di rimescolare il piano politico delle cose. E ci dimentichiamo - e lo facciamo da anni, ormai, - dei nostri figli e quindi, del nostro futuro. Cinque ragazzini sui nove anni, ieri, in una spiaggia di questo paese - non ha importanza dove - hanno prima insultato e poi cacciato un extracomunitario perchè sostava, per riprendere fiato, in una zona definita dai ragazzini "propiretà privata" che se la sentisse S.Francesco questa frase, riderebbe di gioia, lui giullare di Dio. Fratello sole e sorella spiaggia. I cinque ragazzini hanno però insultato nel profondo dell'anima un uomo davanti ai loro genitori e due donne, una delle quali giornalista dell'Ansa. Queste ultime si sono indignate e saebbero volute intervenire, ma non lo hanno fatto per paura e forse, per viltà. Le donne, per riparare al torto hanno acquistato due ferma capelli e hanno suggerito all'uomo di denunciare il fatto. Lui ha preferito rinunciare. Ed è una rinuncia che è una sconfitta. Per tutti. Perchè quell'uomo sapeva che nessuno avrebbe ascoltato le parole di un povero negro che chissà dove ha rubato quelle cianfrusaglie. Già. Chissà. Nessuno si chiede dove i nostri uomini di potere abbiano fatto i soldi e come. Nessuno. Provo un senso di vergogna. Ma anche di impotenza perchè è vero che la lotta tra chi detiene il potere e chi dissente,come afferma Pasolini, è sempre impari e qui di potere delle parole e dei gesti parliamo. Di etica, di civiltà, di stare al mondo, di rispetto. Di questo parliamo. Ma è anche vero - ed è sempre Pasolini a ricordarlo - che chi dissente ha altre cose meno abbiette e volgari da fare. Ma queste cose sono comunque colpevoli come il pensiero del potere. Se questa sinistra, meglio, se questi uomini che vogliono rappresentare la sinistra partissero da queste piccole cose e lasciassero perdere le grandi discussioni su come cambiare il mondo. Provassero a raccontare a questi nostri figli maleducati che vivere è un'opportunità per tutti e che tutti hanno diritto alla stessa dignità. Provassero a dire che con questi signori che hanno figli maleducati, razzisti, senza emozioni, il dialogo diventa difficile e che non è possibile costruire il futuro. Provassero, insomma, ad essere giullari dell'anima: fratello sole, sorella luna, fratello uomo e provassero anche ad essere duri e fermi con chi non sa insegnare ai figli l'etica ed il rispetto. Non possiamo continuare ad accettare questa volgarità.
Io ricordo.
Occhi densi senza spazi per scrutare gli orizzonti e pugni chiusi dentro le tasche di un jeans incattivito dagli anni. A esplorare odori forti e lacrime che non camminavano sulle guance di nessuno. E non era per il freddo ma per la rabbia rappresa. Avevo appena inforcato la strada dell'adolescenza e mi incuriosiva la giustizia e la verità. Il mio dolce curiosare fu macchiato dallo scoppio della bomba di Piazza della Loggia e dalla strage dell'Italicus. Fu quell'attimo a disegnare le mie scelte.
Io ricordo.
Parole che non si trovano e paura di essere confusi nella propaganda di quei giorni. I giornali di marzo che raccontavano e nascondevano, la tensione che camminava. Pugni che abbandonavano le tasche e lentamente si rialzavano.
Io ricordo.
Il sangue in bianco e nero. Le pistole puntate verso le parole. Aldo Moro, la sua corta, Bachelet, Occorsio, Alessandrini. Le pistole a scarnificare la ricerca della verità. Rocco Chinnici, Pio La Torre, Cassarà, un fiume di vite che voracemente si spezzavano. La strage di Bologna e altre stragi nei silenzi e noi a scrutare un mare che pareva lago e si muoveva e non lo sentivamo.
Io ricordo.
Altri passaggi di questo Stato. Gladio, il Sid, la P2, Licio Gelli, i disegni macchinosi, la paura del comunismo, la consapevolezza di potercela fare a costruire qualcosa a colori, la responsabilità di non esserci riusciti perchè, in realtà non ci abbiamo mai provato. Perchè non ci siamo mai presi troppo sul serio in questo palcoscenico di una sinistra che non sa partire e pretende di poter arrivare. E non sa ricordare.
Io, invece, ricordo.
In questo mondo dove tutti hanno un cellulare in tasca si vomitano parole ma nessuno ha voglia di ascoltare,nessuno soppesa i silenzi,nessuno scruta i sorrisi incerti degli adolescenti. Tutti hanno soluzioni,tutti sono pronti a risolvere ma non partono da lontano. Nessuno ricorda il punto di partenza e tutti pensano di giungere primi all'arrivo.
Io,invece, ricordo. Perchè p dai ricordi che si parte. Dalla faccia divorata dal sole di un Sud rapace e caldo che aveva mio nonno, all'odore del grasso delle tute di mio padre, ai primi occhiali che infiliai appena finite le elementari, all'abbraccio tenero di una ragazza che mi invitava ad essere meno solitario. Ai miei prolungati silenzi che confondo nelle parole.
Io ricordo.
Allora con calma, con molta calma, mi siedo a guardare il mare. Quello mio, quello vero, abbondante, forte, malinconico, di una malinconia lieve, che ognuno di noi si porta dentro, fin da piccolo. Come una croce segnata negli sguardi. Come un ricordo indelebile, come i nostri occhi, i nostri sorrisi e i nostri silenzi che dovremmo imparare a riutilizzare.
Asinara, il rumore del silenzio. 2001 -2008 - due edizioni - 1 edizione economica
supercarcere Asinara. 2002 - 2005 - quattro edizioni - 1 edizione tascabile
La zona grigia. Cronaca di un sequestro di persona avvenuto in Sardegna nel 1978. Uno sconcertante sequestro.
Il libro più amato. Un delitto che accade a Roma lo stesso giorno dell'omicidio di Aldo Moro. E i ricordi cominciano a riffiorare. Un noir cupo dentro gli anni 70.
raccolta di racconti con prefazione di Giampaolo Cassitta
l'ultimo cd degli humaniora - ponti non muri - included MARTA - testo di Giampaolo Cassitta - musica Gianfranco Strinna
Giampaolo Cassitta partecipa alla campagna di raccolta fondi per i terremotati dell’Abruzzo attraverso la Caritas italiana. Per sostenere gli interventi in corso (causale "TERREMOTO ABRUZZO") si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727
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