Vi segnalo un articolo pubblicato nel periodico Qui notizie, a firma di Gabriele Sardu, al quale, recentemente, ho rilasciato un'intervista sul mio primo amore (quello che non scorda mai: l'Asinara).Inserisco l'intervista sul blog anche perchè il periodico Qui notizie è visibile in internet, ma la diffusione è solo in Sardegna. L'indirizzo internet è: ww.quinotizie.mediatag.it/
Vi aspetto domani 30 settembre alla festa dei lettori, a Sassari, ore 20.30 con lo spettacolo "sfiorivano le viole. Dentro i giorni di Moro", con le musiche di HUMANIORA.
Non cancellate la storia dell'isola
Giampaolo Cassitta, educatore nei penitenziari e scrittore, chiede di conservare la memoria dell'Alcatraz sarda
Un testimone oculare: tra gli ultimi ad abbandonare l'Asinara dopo la chiusura del carcere. Giampaolo Cassitta, 47 anni, ha mosso i primi passi come educatore all'interno degli istituti penitenziari, proprio sull'isola nel 1985.
I ricordi di quel periodo sono freschissimi e i sentimenti che in lui suscitano sono forti e contrastanti. Innamorato dell'isola, del suo silenzio e delle sue logiche, a questa ha dedicato due libri per raccontare in chiave romanzata episodi e piccole storie vissute, quando l'Asinara era popolata solo di agenti di custodia, detenuti e animali.
"Da quando è diventata parco - racconta - ci sono tornato solo una volta: sono cambiate troppe cose e non riesco a sopportare la volontà di eliminare la memoria di quel luogo. Il carcere c'è stato e per oltre cento anni. Come si può dimenticare o mettere in secondo piano? Perché;;, ad esempio, le persone vogliono visitare Alcatraz? Per ammirare da una diversa prospettiva la metropoli che sta di fronte? Neanche per sogno! Il discorso è identico per l'Asinara. I visitatori amano vedere anche i cavalli selvatici, gli asinelli selvatici e i mufloni, ma prima di ogni cosa il carcere".
Cassitta non usa mezzi termini e spiega i suoi tentativi personali per cercare di dare un contributo tangibile, utile per conservare il ricordo e la storia dell'isola e del carcere.
"Avevo chiesto di poter allestire (gratuitamente, è importante specificarlo) un museo del penitenziario per raccontare ai visitatori la realtà dei detenuti: i luoghi della rivolta del '79, la famosa cella 24 di Fornelli. Non ho ottenuto neppure una risposta. Mi chiedo come sia possibile oggi affidarsi a delle guide che di certo illustrano bene la parte naturalistica dell'isola, ma ben poco sanno del carcere".
E proprio questo è stato l'anno della rinascita dell'Asinara, grazie anche a una serie di iniziative ospitate tra Fornelli, Cala Reale e Cala d'Oliva.
"Dopo l'uscita dei miei libri - ancora Cassitta - mi sarebbe piaciuto accompagnare, una giornata al mese, i visitatori interessati alle vicende dell'isola-penitenziario: una passeggiata con l'autore. Neanche questo è stato autorizzato. Quando all'Asinara s'inizierà il percorso sul recupero della memoria, il parco sarà ancora più affascinante".
All'indomani della dismissione dell'Alcatraz sarda nel 1998, Cassitta è stato trasferito nella casa circondariale di Alghero. "È tra queste mura che è custodito l'archivio dell'Asinara e sarebbe meraviglioso se l'Ente parco potesse entrarne in possesso per avviare quel processo di recupero storico, così come potrebbe essere un'idea originale fare una rassegna cinematografica di film noir (ce l'ho in mente da non so quanti anni.) a Fornelli, chiamandola "striscia blu" che ricorda il limite segnato in terra con della tinta, oltre il quale le Brigate Rosse, non potevano andare, durante l'ora d'aria. E questo accadeva proprio a Fornelli".
Alla domanda, cosa vorrebbe trovare ritornando all'Asinara, l'educatore-scrittore risponde con una metafora. "È come telefonare o rincontrare una ex fidanzata, hai paura di non riconoscerla o di vedere in lei troppi difetti. Per questo preferisco ricordarla nel 1985 quando sono arrivato e il suo silenzio mi ha rapito, o quando assieme al direttore del carcere l'ho vista per l'ultima volta".
gabriele sardu









