
QUI NOTIZIE . 12 NOVEMBRE 2007
Giampaolo Cassitta, attualmente funzionario del ministero della Giustizia, racconta come si vive nei penitenziari
Un'esistenza parallela, in un mondo fatto di sbarre, serrature, telecamere, vetri antiproiettile e permessi. Silenzi, attese e riflessioni, ma anche sofferenza e solitudine. La vita all'interno di un penitenziario è scandita da riti ripetitivi, le voci e i lamenti o non arrivano o arrivano ovattati all'esterno. In questo tour nel mondo delle carceri la testimonianza di Giampaolo Cassitta, funzionario del ministero della Giustizia.
Il carcere come espiazione della pena e un luogo per la rieducazione: in Italia è solo uno slogan?
No, non è uno slogan ma è la missione dell'amministrazione penitenziaria. In Sardegna, seppure tra mille difficoltà la rieducazione è un obbiettivo prioritario per tutti gli istituti e il rilancio delle colonie, incentrando tutto sul lavoro all'aperto: ci sono diversi progetti che vanno verso l'inclusione sociale dei detenuti, su cui occorre crederci. Ma, a volte, sono le "altre" istituzioni a non voler scommettere. L'attuale sforzo dell'amministrazione penitenziaria è duplice: da una parte attraverso progetti finalizzati al reinserimento sociale con le diverse istituzioni (Cna, Api Sarda, Camere di commercio) e dall'altra tentare di far capire prima al detenuto e poi alla società civile che un ex carcerato che rientra nel tessuto sociale e riesce a trovare la propria autodeterminazione con il lavoro è una scommessa vinta per tutti.
Qual è la situazione delle carceri in Sardegna?
Prima dell'indulto, in Sardegna era presenti 2110 detenuti e la scarcerazione di circa un migliaio di essi ha portato a dimezzare, di fatto la popolazione detenuta nelle 12 carceri sarde. I problemi più evidenti, dopo la concessione dell'indulto è che tutte le colonie (Mamone, Isili e Is Arenas) hanno sofferto, per mesi, l'assoluta mancanza di mano d'opera. Un esempio: con l'indulto a Is Arenas sono usciti tutti i detenuti tranne uno. Il problema principale delle colonie e, in parte della Casa reclusione di Alghero e la Casa circondariale di Macomer è che occorre attendere i detenuti arrestati e che vengano associati nelle case circondariali. Bisogna poi aspettare che questi siano perlomeno condannati e che siano, dunque appellanti o ricorrenti, prima di essere trasferiti nelle colonie e nelle reclusioni. Una situazione che si sta normalizzando solo adesso. Attualmente, in Sardegna sono presenti 1426 detenuti (dato al 15 ottobre 2007) su una capienza di 1936 detenuti e una tollerabile di 2520. L'effetto indulto comincia la sua lenta parabola di "riconversione" e molti di quelli che avevano ottenuto lo sconto anticipato dei tre anni sono rientrati in carcere. Sugli effetti dell'indulto occorre però qualche precisazione. Le scarcerazioni del 2006 riguardarono 1064 detenuti ma non erano tutti detenuti sardi, anzi, la maggior parte erano stranieri extracomunitari. I "sardi" o meglio, quelli residenti nell'isola scarcerati per effetto dell'indulto sono stati 669. In Sardegna sono 248 i detenuti riarrestati e, se il raffronto viene effettuato con i residenti (ovvero con i 669) la percentuale degli arrestati si aggira intorno al 37%. Sulla situazione delle carceri attuali vi è da evidenziare che sia Sassari che Cagliari sono già "in sofferenza" e hanno raggiunto e in qualche caso superato, la soglia della "tollerabilità".
Il sistema carcerario ha indubbiamente molte ombre, le principali sono...?
Le carceri, in generale soffrono di un problema strutturale, problema che in Sardegna si sta tentando di risolvere con la costruzione di quattro nuovi penitenziari, (Cagliari, Tempio, Cagliari e Oristano). Quello di Sassari, verso Bancali dovrebbe essere consegnato fra cinque anni.
Le altre carenze sono legate all'organico e, in Sardegna questa è una nota piuttosto dolente. Paradossalmente nell'isola non siamo sotto organico per quanto riguarda la forza di polizia penitenziaria ma, purtroppo, il numero elevato di penitenziari, la loro "piccola" capienza, obbliga comunque a dover garantire la sicurezza anche dove i detenuti sono relativamente pochi. Tanto per fare un esempio: il carcere di Sollicciano, a Firenze ha, più o meno l'intera popolazione che attualmente è presente in tutta la Sardegna e metà della forza di polizia. A Sollicciano però è presente (per quanto enorme come struttura) una sola portineria mentre, in Sardegna esistono 12 portinerie dove, obbligatoriamente devono essere presenti nell'arco dell'intera giornata dei poliziotti. Ecco, il problema è in questi termini e questo vale anche per il personale amministrativo (ragionieri soprattutto) che se "concentrato" così come accadrà nei prossimi anni, può essere utilizzato in termini di efficacia e di efficienza in maniera senz'altro ottimale rispetto ad oggi. Altre carenze sono legate ai fondi di gestione ma questo è, ormai un processo ineluttabile cui il paese, tutto il paese, si deve abituare e occorre, invece, poter riuscire a programmare le attività in maniera diversa e meno ancorata ai vecchi sistemi. Oggi siamo in Europa e dobbiamo scommettere su questo fronte, creando i presupposti per ottenere i fondi europei attraverso progetti transnazionali che portino al confronto e all'analisi dei problemi in senso globale.
Quali sono i legami (oltre al lavoro) tra il carcere e il mondo che sta al di fuori: studio, rieducazione?
Lo studio come concetto rieducativo è quello su cui intendiamo intervenire. Da qualche anno negli istituti di pena sardi si lavora per permettere ai detenuti di studiare o partecipare a dei corsi di formazione professionale legati al mondo dell'occupazione. In pochi anni siamo riusciti ad ottenere una scuola ormai "istituzionale" presso il carcere di Alghero dove i detenuti possono frequentare regolarmente l'intero quinquennio della scuola professionale alberghiera (lo scorso anno si sono diplomati tre ragazzi che erano arrivati dalla prima alla quinta classe sempre in carcere). Ma la scommessa più alta è legata alla costituzione del Polo Universitario tra l'Università di Sassari e il carcere di Alghero e Sassari. A San Sebastiano si sono svolti degli stage cui hanno partecipato numerosi detenuti mentre ad Alghero, con il progetto Ludica (libera università detenuti in carcere) recentemente finanziato dalla Fondazione del Banco di Sardegna, i detenuti possono iscriversi all'Università (in qualsiasi facoltà) ed essere seguiti da un tutor che interviene all'interno dell'istituto e che accompagna i ragazzi sino all'esame. Sono previste delle borse di studio e la possibilità di avere iscrizione e libri gratuiti. Attualmente sono tre i detenuti iscritti (uno dei quali, iscritto a Scienze della comunicazione ha sostenuto 16 esami).
Una giornata media di un detenuto medio?
"In carcere la concezione del tempo è stata oggetto di studi diversi e di molte tesi di laurea (alcune si sono concentrate anche su alcuni istituti della Sardegna) e, ancora oggi è necessario dividere la scansione della giornata a seconda di dove uno la trascorre: in una casa circondariale è molto più difficile gestire il tempo anche se, paradossalmente si fanno meno attività. Per un imputato, infatti, il tempo è scandito dalla sveglia, dal recarsi all'ora d'aria, dall'attesa dell'interrogatorio o dal colloquio con il suo avvocato o i suoi familiari. Il pomeriggio, solitamente lo si trascorre in cella a guardare la tv perennemente accesa. Guardare è il verbo giusto perché a volte, nelle celle, si fa solo quello. Non si ascolta. Perché, magari c'è troppo rumore o perché non ci si riesce a concentrare e la televisione diventa, in molti casi un piccolo acquario senza alcun senso. Nelle case di reclusione o di lavoro, la gestione della giornata è scandita da diversi impegni: chi va a scuola o al lavoro o partecipa ad un corso impegna praticamente tutta la mattina. Per tutti (anche per il circondariale) il pranzo viene servito intorno alle 11 e 30. Poi ora d'aria e alle 15 nelle reclusioni si continua con la scuola o con qualche corso nel pomeriggio e la cena viene servita intorno alle 18 ora di chiusura di tutte le attività, ad eccezione delle colonie penali dove chi lavora nei campi, rientra anche intorno alle 20".
Quali sono le difficoltà, i limiti e le paure di un detenuto?
"La gestione del "dopo" è il vero problema della detenzione. Il detenuto, a volte, non riesce ad immaginare un mondo che sia disposto ad accettarlo. Occorre pertanto lavorare su questo "dopo": il percorso non è semplice ma le sfide vanno sempre accettate e questa, nonostante tutto è una bella e difficile sfida".
Gabriele Sardu

PERUGIA 7/11 NOVEMBRE 2007 a "Libri Fiera dell'editoria regionale" la regione Sardegna è stata ospite d'onore.
Si è concluso in Umbria il festival letterario dove hanno partecipato diversi scrittori sardi: Luciano Marrocu Alberto Masala Alberto Capitta Salvatore Mereu Michela Murgia Marcello Fois i Giulio Angioni Gavino Ledda Francesco Abate Gianfranco Cabiddu Giampaolo Cassitta. Domenica 11 novembre alle ore 18.00 il programma prevedeva Rosso/Blu & Noir 11 con Francesco Abate,Gianfranco Cabiddu,Giampaolo Cassitta- coordinato da Filippo La Porta. Ecco il sito ufficiale della manifestazione: www.umbrialibri.com

LA NUOVA SARDEGNA 1 novembre 2007 - Tredicesima edizione, dal 7 all'11 novembre incontri con alcuni dei maggiori scrittori isolani
Umbria Libri scopre i narratori sardi. Tra gli ospiti Angioni, Capitta, Fois, Ledda, Cassitta, Mannuzzu e Niffoi insieme a Cacciari, Canfora, Maffai e Cristina Comencini «Umbria Libri persegue due obiettivi: promuovere la lettura e riaffermare la capacità di volano economico della cultura, offrendo all'editoria umbra una possibilità importante per evidenziarsi». Lo ha detto ieri mattina Silvano Rometti, assessore alla Cultura della Regione Umbria, durante la conferenza stampa in cui è stata presentata la tredicesima edizione di Umbria Libri, in programma dal 7 all'11 novembre. «Abbiamo voluto come sempre un forte legame con il nostro territorio - ha aggiunto Rometti - senza disdegnare proposte nazionali ed internazionali». La manifestazione prevede anche incontri d'autore, performance artistiche e musicali, per un totale di 369 relatori e 118 iniziative, ripartite in mostre, serate teatrali, appuntamenti e serate enogastronomiche.
«Tra le novità di questa edizione - ha spiegato Rometti - il coinvolgimento della Sardegna come regione ospite ed una sezione riservata alle riviste di letteratura, con una particolare attenzione al mondo giovanile. Novità particolarmente significative, perché l'una va a sostenere la realtà, non sempre facile, dei periodici culturali, l'altra apre la strada ad un gemellaggio culturale con esperienze letterarie molto vivaci, com'è in questo momento quella sarda, portando a Perugia venti firme autorevoli. Tra gli altri: Gavino Ledda, Salvatore Mannuzzu, Salvatore Niffoi, Marcello Fois, Giulio Angioni, Giampaolo Cassitta, Alberto Capitta».
Filo conduttore di Umbria Libri 2007 sarà la riflessione su «Futuro e passato: viaggio nei tempi del presente», sottolineata a livello iconografico da «Le bleu de la mer» di Jean-Michel Folon. «Il tema scelto per questa edizione evidenzia il bisogno di superare lo schiacciamento sul presente - ha sottolineato Vladimiro Boccali, assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia - che è uno dei mali maggiori di una società come l'attuale, che tende a perdere il senso del legame tra passato e futuro». A dare il senso dell'incrocio di tempi e di culture contribuiranno la regista israeliana Osnat Trabelsi con il film documentario «Strawberry fields» sul conflitto in Palestina, la scrittrice palestinese Suad Amiry con il romanzo «Niente sesso in città», la narratrice marocchina Rita El Khayat con il romanzo «Il legame». Tra gli altri ospiti della rassegna Maria Nadotti, Alberto Bevilacqua, David Gilbert, Arnaldo Colasanti, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Marina Valensise, Andrea Possieri, Ernesto Galli della Loggia, Miriam Mafai, Alessandro Campi, Filippo Ceccarelli, Enrico Franceschini, Giovanna Zucconi, Gabriele Nissim, Stefano Zecchi. Nel nuovissimo spazio della Libreria Feltrinelli, recentemente aperta a Perugia, Cristina Comencini presenterà il suo nuovo libro «L'illusione del bene».

mare nostrum -
27 ottobre 2007 - www.marenostrum.it
SASSARI- Al Teatro Smeraldo serata benefica a favore dei bambini argentini del Chaco. I fondi raccolti verranno gestiti dalle suore italiane che gestiscono gli asili di Presidencia Roque.
Il gruppo Humaniora e lo scrittore Giampaolo Cassitta p resentano : Silvia Busia e Umberto Graziano .
Ingresso 5,00 Euro. Il ricavato sarà interamente devoluto al "focolare dei bambini di San Roque".
Vogliamo che questo ponte, iniziato lo scorso anno dalla dottoressa Giovanna Porcu e le signore Piras, giunto al vescovo della città e a noi e a voi tutti, prosegua in una catena di solidarietà continua.
L'Associazione "Ponti non Muri" http:// www.pontinonmuri.it/
Lo scrittore Giampaolo Cassitta
http://www.giampaolocassitta.it/CHICOS.htm
Scheda:
Il Focolare dei bambini di "San Roque "
La località di Presidencia Roque Sáenz Peña si trova nel Chaco (la Regione più povera e dimenticata dell'Argentina), a 1.200 km da Buenos Aires. Nel Chaco (Nord Est) il 58% dei 978.956 abitanti sono poveri e il 30% indigenti. I bambini denutriti sono 9.000. La fame colpisce il 17% della popolazione infantile e 19.000 dei 129.500 bambini al di sotto dei 5 anni. La denutrizione abbassa le difese immunitarie e sono molti i minori che hanno contratto malattie infettive quali tubercolosi, lebbra, meningite. Soltanto nell'Ospedale "4 de Junio" di Roque Sáenz Peña i casi di tubercolosi sono aumentati quasi del 100% negli anni dal 1999 al 2002 (del 72% nel 1999-2000 e del 134% nel 2001-2002). L'ecosistema di questa Regione è unico e sta lentamente venendo distrutto dalla colonizzazione umana con l'introduzione di allevamenti estensivi, incendi di vegetazione e decisioni agricole irresponsabili anche se, fortunatamente, negli ultimi anni molti gruppi stanno tentando di proteggerlo. (da ponti non muri)
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Aiutare i bambini bisognosi del Chaco (Argentina) e della Palestina, costretti a vivere un'infanzia segnata dalla fame e dalla guerra. E' questo l'obiettivo della manifestazione di solidarietà «Ponti non muri» che si terrà sabato, al Teatro Smeraldo di Sassari, a partire dalle 20. L'iniziativa, promossa dal Laboratorio letterario e musicale HumaniorA in collaborazione con MedServices, Comune e Provincia di Sassari, è dedicata alla raccolta di fondi per i bimbi latinoamericani del «Hogar de Chicos “San Roque” - Focolare di “San Roque”» e per quelli dell'orfanotrofio «La Creche di Betlemme». Protagonisti della serata, introdotta dall'assessore alle Politiche culturali Angela Mameli e presentata da Umberto Graziano insieme con Silvia Busia, saranno il gruppo musicale HumaniorA e lo scrittore Giampaolo Cassitta, che sottolineerà con testi letterari le varie performance strumentali e vocali. Un misto di pezzi di repertorio e medley di Fabrizio De Andrè e Francesco Guccini, cantati dalla solista Lavinia Rosa e accompagnati da nove strumentisti. Tutti insieme sul palco per aiutare i bambini sfortunati. Una missione che l'associazione «Bridges not Walls - Ponti non muri» porta avanti dal 2006, da quando ha iniziato a creare un sodalizio tra culture diverse attraverso il linguaggio universale della musica. Un ponte simbolico di solidarietà che già l'anno scorso ha unito la Sardegna alla Palestina, grazie alla prima edizione della manifestazione, durante la quale sono stati raccolti e donati quasi 8 mila euro ai bambini dell'orfanotrofio di Betlemme. I fondi hanno permesso di creare un laboratorio musicale per i piccoli, di acquistare giochi e di avviare una campagna di sensibilizzazione sulle condizioni di vita dell'infanzia nelle zone di guerra o disagiate. |

22 OTTOBRE 2007 - la nuova Sardegna
SASSARI. Un ponte simbolico che parte dalla città e raggiunge mezzo milione di poveri che vivono nella regione del Chaco in Argentina. È l'obiettivo della serata musicale dedicata al «Focolare dei bambini di San Roque» organizzata, per sabato 27, dal Laboratorio musicale Humaniora con lo scrittore Giampaolo Cassitta . Il progetto sarà presentato domani dall'assessore provinciale ai Servizi sociali, Sergio Mundula, dagli organizzatori Lavinia Rosa, Zino Squintu e dalla scrittrice Giovanna Porcu. Saranno presenti i due presentatori della serata, Silvia Busia e Umberto Graziano. La manifestazione avrà luogo al Teatro Smeraldo e si inserisce all'interno del progetto «Ponti non muri» avviato nel 2006 da Humaniora e MedService che realizzarono una serata a favore dell'orfanotrofio «La Creche de la Sainte famille» di Betlemme. «Grazie a quella e ad altre iniziative, realizzate in collaborazione con artisti sardi - si legge in una nota -, furono raccolti e donati direttamente all'orfanotrofio palestinese quasi ottomila euro».

L'articolo di Grazia Pili, tratto da l'Unione Sarda del 15 ottobre 2007
DALL'ISOLA ALL'EUROPA, L'AUTORE SARDO E' UN AFFARE
Questa volta non sono stati inseriti sotto il generico calderone di nouvelle sarda, ma separati per temi rappresenteranno comunque il movimento letterario, e non solo, che da qualche anno a questa parte sta facendo parlare la stampa, gli addetti ai lavori e, fortunatamente, anche i lettori. La nuova edizione della fiera "Umbria libri" (a Perugia dal 7 all' 11 novembre) avrà ospite d'onore la Sardegna . Quella che ultimamente ha fatto capolino nelle classifiche di vendita, quella che sempre più spesso occupa pagine intere di quotidiani e riviste, che ha fatto gridare alla rinascita di un'Isola intera.
Ecco, quella Sardegna «terra grama e magnifica» per dirla con Luigi Mascheroni, raccontata dalla nuova generazione di autori e registi; varcherà ancora una volta i confini per parlare di se a pochi giorni dall'esperienza di Francoforte per la Buchmesse.
A PERUGIA . Sergio Frau , Giulia Clarkson e Luciano Marrocu sono stati chiamati a parlare (coordinati dal giornalista Costantino Cossu) di " Storia e paristoria ", Goffredo Fofi interrogherà Nereide Rudas , Giovanni Dettori, Alberto Masala , Alberto Capitta e Salvatore Mannuzzu a proposito " Del distacco e del ritorno ". E poi ancora Salvatore Mereu , Marcello Fois e Salvatore Niffoi (" Rappresentazione e identita "), Placido Cherchi , Giulio Angioni , Gavino Ledda , Alessandro De Roma (" Antropologie e geografie della narrazione "), Francesco Abate , Gianfranco Cabiddu e Giampaolo Cassitta a parlare con Filippo La Porta di Rosso Blu & Noir ", secondo il programma che gli organizzatori della Fiera umbra hanno stilato con la collaborazione dell'assessorato alla Cultura del la Regione Sardegna.
A FRANCOFORTE . La partecipazione perugina segna una continuità solo pochi giorni fa in Germania. Venticinque editori e duecento titoli. Con questi numeri la Sardegna ha partecipato alla " Buchmesse Frankfurt Book Fair ", la più importante fiera internazionale del libro, portando a casa grosse soddisfazioni, contratti e un mucchio di contatti. A partire dal libro che Francesco Abate e Massimo Carlotto hanno scritto in coppia per Einaudi Mi fido di te , di cui sono stati venduti i diritti per la Germania, la Francia e la Spagna.
"Questa volta non ci siamo solo messi in vetrina spiega Mario Argiolas, presidente dell' Associazione editori sardi ma abbiamo partecipato attivamente agli scambi siglando numerosi contratti con editori europei". Nuove e preziose opportunità per llisso, Il Maestrale, Della Torre, Delfino, Aisara, Imago, Aipsa, AM&D, Arte Duchamp, Cuec, Condaghes, Coedisar,Domus de Janas, Edizioni Segnavia, Edizioni Sole, Edes, Fabula, Geogramma, Mediando, Scuola Sarda, Soter, Tema, Gia, Taphros e Zonza . “È stato un momento di sintesi del lavoro che gli editori fanno durante tutto l'anno – sottolinea Ivan Botticini (Edizioni Sole) e abbiamo toccato con mano che l'attenzione verso la produzione sarda è reale, visto il momento di ricerca di titoli da importare e non solo materiale con cui riempire giornali. Particolare riguardo è stato dedicato alla narrativa ma anche l'arte e l'etnico hanno attirato l'attenzione, soprattutto nel rapporto con i catalani.. ospiti d'onore della Fiera”.
Francesi, spagnoli e tedeschi “tutti curiosi di conoscerci” aggiunge Fausta Moroni, responsabile dei diritti d'autore per Il Maestrale. “Il passa- parola funziona e viaggia da editore a editore: dopo l'acquisto di De Roma da parte di Gallimard,la stessa casa francese sta valutando Angioni ed Herman Zed, le spagnole Siruela e Minuscula hanno chiesto di avere in lettura Vita e morte di Ludovico Lauter , men tre la tedesca Wagenbach ha scelto La pelle intera di Angioni , I ragazzi di città di Abate che uscirà tra dieci giorni, La cortina di marzapane di Zed e Al caffè del silenzio di Todde , stesse scelte fatte da Les edition du Panama”.

2 ottobre 2007 - La nuova Sardegna
Presentato il libro di Cassitta con gli HumaniorA
Florinas, letteratura e musica
FLORINAS. L'amministrazione comunale avvia il nuovo corso culturale. Nei giorni scorsi si è svolta nel cortile della scuola la presentazione del romanzo “Il giorno di Moro”, curata dalla libreria Koinè e dallo stesso autore Giampaolo Cassitta . Nonostante la fresca serata, i presenti, con il sindaco Vanna Sanna in prima fila, hanno voluto godere sino alla fine l'analisi di Cassitta su fatti che nella seconda metà degli Anni 70 emozionarono l'Italia. Con l'accompagnamento musicale opportuno e ficcante degli HumaniorA. Il libro si presenta come una sorta di giallo dalle tinte viola e rosse, che impregna di storia vera i rapporti romanzati che si intrecciano tra i protagonisti. “Questo appuntamento - ha detto la sindaco Giovanna Sanna - rappresenta la ripresa di un rapporto culturale con i cittadini che in passato vide sfilare in paese personaggi importanti della letteratura nazionale e straniera. La cultura rappresenterà uno degli indicatori tangibili degli indirizzi operativi di questa Amministrazione». La serata aveva anche uno scopo benefico, predisposto dal laboratorio musicale HumaniorA, che si svilupperà sabato 27 ottobre allo Smeraldo di Sassari, con la manifestazione musicale “Ponti non muri”, dedicata ai poveri bambini argentini del Chaco, per raccogliere fondi in favore delle suore italiane che gestiscono gli asili di Presidencia Roque, che ospitano 270 bambini indigenti.
Pietro Saba

28 agosto 2007 - la nuova sardegna
Incontro con l'autore a Banari
BANARI. Venerdì nel cortile del Museo Flm (in via Marongiu), si apre il ciclo di incontri con l'autore “Letture e musiche al Museo Flm”, una tre giorni di letteratura e musica che vedrà protagonisti gli scrittori Giampaolo Cassitta , Sandro Roggio e Giancarlo De Cataldo, i musicisti del laboratorio musicale Humaniora, Salvatore Delogu e l'attore Sante Maurizi. Il ciclo di incontri, organizzato dalla Fondazione Logudoro Meilogu, è legato alla mostra “Identità e differenze del ‘900. Arte internazionale della Fondazione Ca' La Ghironda” ed è parte integrante delle attività istituzionali dell'Ente. La manifestazione è organizzata in collaborazione con la Libreria internazionale Koinè, con il patrocinio del Comune di Banari e l'assessorato regionale alla Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Questo è il calendario degli incontri: venerdì 31 agosto, ore 21, presentazione del romanzo “Il giorno di Moro”, di Giampaolo Cassitta . L'autore sarà accompagnato dal laboratorio musicale Humaniora. Martedì 4 settembre, ore 21, Giacomo Mameli presenta il libro “C'è di mezzo il mare” di Sandro Roggio. Letture a cura di Sante Maurizi e musiche di Salvatore Delogu. Giovedì 6 settembre, ore 21 Sotera Fornaro incontra Giancarlo De Cataldo, che presenta il suo ultimo romanzo “Nelle mani giuste”. Accompagnamento musicale di Salvatore Delogu. In occasione degli incontri si potrà visitare la mostra sulle avanguardie sino alle 21.

8 agosto 2007 - La nuova sardegna
A Guido Pergolari il premio dedicato al cantautore genovese
I racconti di «una storia sbagliata» IL CONCORSO Vicende di vita scritte per De Andrè
di Giuseppe Pulina
TEMPIO. «Una storia sbagliata» ha emesso il suo verdetto finale. Il vincitore della seconda edizione del premio letterario dedicato a Fabrizio De André è il perugino Paolo Pergolari, che con «Teatro» ha ottenuto il consenso della giuria, superando l'agguerrita concorrenza di altri candidati alla vittoria finale. Il podio d'onore, al quale va il montempremi del concorso, è stato completato con il secondo posto di Silvia Serafi e il terzo di Gabriele Sotgiu, entrambi sardi, perché l'una di Cagliari e l'altro di Tempio. L'atteso ordine alle nomination dei sette potenziali vincitori del premio è stato dato nel corso di una cerimonia che si è tenuta al teatro del Carmine. Qui, contornati da una folta cornice di pubblico, è stato reso il giusto tributo a vinti e vincitori. Il vero premio, quello al quale in fin dei conti aspira ogni autore, sarà però la pubblicazione dei racconti nell'antologia di Mediando che raccoglierà i testi migliori. Saranno forse una trentina o poco meno, e già si sa che nell'indice figureranno anche i lavori degli altri quattro finalisti: il marchigiano Roberto Fogliardi, il palermitano Antonio Giordano, la laziale Luisa Paolelle e il lombardo Giovanni Maria Pedrani. E forse nell'indice dell'antologia saranno inseriti anche i migliori racconti dei detenuti che hanno partecipato al concorso. A loro il bando della seconda edizione riservata, infatti, un'apposita sezione. Il vincitore di questa si conoscerà nelle prossime settimane ad Alghero , nel corso di una cerimonia di premiazione all'interno del carcere della cittadina catalana. L'identità degli scrittori che hanno partecipato al concorso, la loro età, il lavoro che svolgono dimostrano che tutti possono cimentarsi con profitto nell'esercizio della scrittura. Occorrono passione, una certa carica di inventiva e alcuni rudimenti della tecnica narrativa, che si acquisiscono proprio attraverso l'esercizio. Non sorprende così che a vincere il concorso sia stato un impiegato della Regione umbra e che la seconda classificata lavori all'ufficio delle Entrate. Le vie della letterature non conoscono preclusioni di sorta. E questo vale soprattutto quando lo stimolo a versare inchiostro può venire da un passo di De André. Bastano a volte poche parole perché una storia inizi a prendere miracolosamente corpo. O un titolo come «Bocca di rosa», scelto dagli organizzatori del concorso per una nuova edizione, di cui è imminente la pubblicazione dell'apposito bando.

1 agosto 2007 - la nuova sardegna
Tra i sette finalisti del concorso letterario c'è il tempiese Sotgiu
Il premio De Andrè sarà assegnato sabato
TEMPIO. L'anno scorso, per la prima edizione, la percentuale degli scrittori galluresi iscritti al concorso era molto più alta di quella che è stata registrata per il 2007. Addirittura, tre dei primi sette finalisti del premio letterario dedicato a De André erano di Tempio e di Aggius. Quest'anno, invece, è cresciuto il numero dei racconti iscritti al concorso, ma è sensibilmente calato quello degli autori locali. Segno che il premio letterario ideato dall'associazione Carta Dannata e dalla Libreria Max 88 inizia a godere di una considerazione sempre più alta oltre Tirreno. Anzi, se si vuole essere precisi, nel conto andrebbero inseriti anche quegli autori che hanno mandato i loro racconti da altri paesi del vecchio continente. Certo, il loro numero è basso, ma è indicativo di una tendenza che potrebbe essere destinata a crescere. Cresce, intanto, l'attesa per sapere se Gabriele Sotgiu, l'unico autore di casa incluso nella lista dei magnifici sette, sarà il vincitore del concorso. Per vincere il concorso dovrà convincere la giuria e, in particolare, Giampaolo Cassitta , lo scrittore algherese che succede a Giorgio Todde nel ruolo di presidente. Gabriele, 23 anni, studente universitario con la passione della filosofia e delle scienze sociali, in cuor suo se lo augura, ma già il fatto di avere superato la concorrenza di centinaia di altri autori è un motivo di grande soddisfazione personale. Per sapere chi inciderà il proprio nome negli annali del concorso deandreiano occorrerà attendere ancora pochi giorni. Il verdetto della giuria sarà reso pubblico sabato, alle 21, al teatro del Carmine, nel corso di una manifestazione che, fedele allo spirito dell'artista genovese, avrà poco di cerimonioso. Sarà più che altro uno spettacolo di musica e parole, con il concerto della band algherese degli Humaniora che proporrà una scaletta interamente dedicata a De André. Tra una conzone e l'altra, verrà data lettura della graduatoria finale. Tutto possibilmente con la sobrietà, leggera e ironica, che ha sempre contraddistinto lo stile di De André, capace di dire e cantare le cose più dure e difficili con l'affabilità dei grandi poeti. Nel gruppo dei finalisti c'è uno spicchio rappresentativo di tutta l'Italia: ci sono il sud e le due isole maggior con Antonio Giordano (Palermo), Gabriele Sotgiu (Tempio) e Silvia Serafi (Cagliari), c'è il nord con il lombardo Giovanni Maria Pedrani, e c'è una nutrita pattuglia di scrittori del centro con Roberto Fogliardi (Ancona), Paolo Pergolari (Perugia) e Luisa Paolelle (Latina). I loro racconti finiranno nella seconda antologia del premio che, forse in autunno, sarà dato alle stampe dalle edizioni Mediando di Sassari. Oltre ai primi sette, si potrà leggere anche una selezione dei racconti migliori presenti in concorso. (g.pu.)
di Giuseppe Pulina
31 luglio 2007 - la nuova sardegna
Si tratta di 213 scritti tutti legati al tema della «Cattiva strada»
Racconti ispirati al grande De Andrè
TEMPIO. Non sarà il Premio Strega e non ha nemmeno il prestigio di un Campiello, ma nella sterminata galassia dei concorsi letterari è senza dubbio uno di quelli che, almeno in Sardegna, vanno per la maggiore. Anzi, stando ai dati della seconda edizione vicina alla chiusura e alla nomina dei vincitori, il premio letterario che l'associazione “Carta Dannata” (cellula tempiese dei Presidi del libro della Sardegna) dedica ogni anno a Fabrizio De André piace sempre di più, come dimostra il fatto che tende a crescere il numero degli scrittori della Penisola, con diversi autori di altri Paesi europei. A documentare lo stato di salute del premio è in effetti il numero crescente dei racconti iscritti: ben 213, secondo la stima finale. Tutti, come prescrivevano le regole del bando, devono essersi ispirati al tema deandreiano della “cattiva strada”, che più di un'affinità deve avere avuto con quello dello scorso anno, la “storia sbagliata”, che, a dispetto del titolo, aveva saputo ben indirizzare frotte di promettenti novellieri. E questo è stato sicuramente uno dei criteri principali ai quali si è richiamata la giuria del premio che, presieduta dallo scrittore algherese Giampaolo Cassitta , attenderà il 4 agosto per rendere pubblico il nome del vincitore. Per lui e per gli altri partecipanti sarà festa, perché l'organizzazione (Carta Dannata e Libreria Max) hanno preparato per l'occasione uno spettacolo di musiche e parole. Tutto questo alle 21, al Teatro del Carmine. Il nome del vincitore sarà estratto dai sette che sono già stati selezionati. Questi sono Roberto Fogliardi (Ancona), Antonio Giordano (Palermo), Luisa Paolelle (Fondi), Gabriele Sotgiu (Tempio), Giovanni Maria Pedrani (Legnano), Silvia Serafi (Cagliari) e Paolo Pergolari (Perugia). Per conoscere il nome del vincitore bisognerà attendere la serata del 4. Serata che prevede, oltre alla proclamazione dei vincitori, il concerto degli Humaniora, che proporranno un tributo musicale a De André, l'artista genovese che con la sua forza e la sua eredità costituisce la ragione di fondo del successo del concorso tempiese, come di altre manifestazioni legate al suo nome. Aspirazione di molti scrittori è anche l'inserimento del loro racconto nell'antologia che raccoglierà i lavori migliori della seconda edizione. Se ne occuperà ancora una volta la casa editrice sassarese Mediando che, nei mesi scorsi, aveva presentato il progetto del concorso e della collana antologica alla Fiera del libro di Torino. Una grande novità sarà l'inserimento nell'indice di racconti scritti da detenuti delle carceri italiane. Una specifica sezione del bando prevedeva infatti che “Una storia sbagliata” fosse materia di esercizio letterario anche per i detenuti. E più di un autore su dieci ha scritto la sua storia in cella.

14 luglio 2007 - La nuova Sardegna
Eccellente risultato per gli ospiti modello della casa circondariale
Diploma per quattro detenuti-studenti Un permesso speciale ha consentito di ottenere la licenza superiore di tecnico dei servizi ristorativi
ALGHERO. Detenuti studenti modello di un carcere modello, promossi a pieni voti. Nei giorni scorsi quattro ospiti della casa circondariale di Alghero hanno conseguito il diploma di tecnico dei servizi ristorativi. Gli esami di maturità, che con la nuova dicitura si chiamano “Esami di Stato”, hanno visto protagonisti i quattro detenuti con prove eccellenti, ottenendo risultati lusinghieri: 68/100, 75/100, 80/100 e 96/100. Grande sorpresa, anche da parte degli insegnanti, per i risultati ottenuti. Un fatto del tutto eccezionale l'autorizzazione da parte del Magistrato di sorveglianza. Il quale, dietro richiesta del direttore della Casa di reclusione, Francesco Gigante, e con parere favorevole del responsabile dell'area educativa, Giampaolo Cassitta , ha autorizzato l'uscita dal carcere per poter effettuare le prove d'esame insieme agli studenti. Il permesso speciale è stato accordato quale riconoscimento per la serietà e l'impegno con cui hanno affrontato il loro percorso riabilitativo, e come primo passo verso quell'integrazione e reinserimento sociale a cui il lavoro di docenti ed educatori è mirato. I detenuti sono stati abbinati a una classe del corso diurno, la V ristorazione B, la cui commissione esaminatrice, composta da tre docenti esterni e tre interni, era presieduta dal professor Antonio Moschini, dirigente del sesto circolo didattico di Sassari. Il detenuto che ha riportato il voto più alto usufruiva, inoltre, dell'abbreviazione per merito. In pratica, in virtù dei voti alti, riportati nel penultimo anno di corso, ha potuto presentarsi direttamente all'esame, pur non avendo frequentato la classe quinta come prevede la normativa che regola gli esami di Stato. Un quarto detenuto, che ha frequentato regolarmente sino allo scorso anno all'interno del penitenziario e che oggi gode del regime di semilibertà, si è presentato in qualità di privatista conseguendo anche lui il diploma. Soddisfatti gli insegnanti: «Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti - hanno sottolineato - che premiano il nostro lavoro e ci gratificano per le scelte compiute». Ma c'è una cosa che gli insegnanti vogliono segnalare, ed è la paventata ipotesi che per il prossimo anno scolastico non si possa più insegnare all'interno del carcere di Alghero per via dell'esiguo numero di “detenuti-studenti”. «A causa dell'indulto - hanno fatto notare gli insegnanti - oltre che per la naturale dispersione che si registra in carcere per i trasferimenti e i diversi fine pena, gli studenti che potranno frequentare l'ultima classe del corso sono solo tre e la Direzione regionale ritiene che siano troppo pochi per concedere l'attivazione di una classe. Appare ovvio - hanno proseguito gli insegnanti - che i normali parametri che si utilizzano, per la formazione delle classi, non possono essere applicati ad un contesto quale quello carcerario, cosa che, peraltro, neppure la legge prevede, ma dovrebbe risultare soprattutto evidente l'importanza che assume il conseguimento degli obiettivi prefissati anche solo con pochi allievi». Il gruppo di insegnati si augura che questa posizione possa essere rivista, non solo alla luce dei risultati conseguiti, ma anche in considerazione della generale positività dell'esperienza fin qui portata avanti con un lavoro quotidiano, reso possibile solamente grazie ad un regolare percorso scolastico. Nicola Nieddu
La nuova sardegna 15 giugno 2007
Cannavera: «Non solo soldi, serve una cultura della riabilitazione»
Uscire dal carcere e non tornare più

CAGLIARI. Quando grazie all'indulto ha ritrovato la libertà Mario (un nome di fantasia per rispettarne la privacy) non conosceva neppure l'euro: entrato a Buoncammino prima del 2002, non aveva mai preso in mano una moneta comunitaria. E' solo il frammento più curioso di una storia comune a tante altre. Di chi, all'uscita dal carcere, si ritrova come sospeso dalla vita. E che spesso è costretto a delinquere di nuovo, trascinato dall'impossibilità di rintracciare una strada possibile. Fino a tre anni fa (ultimo dato disponibile) in Sardegna c'erano 2.563 recidivi, 793 per reati contro il patrimonio, 483 per detenzione o spaccio di droga. Di questi, ben 1.412 a Cagliari. Le analisi elaborate dall'ufficio esecuzione penale esterna dimostrano che l'unico modo per fermare la mano criminale è porgere la mano delle istituzioni, del volontariato e dell'assistenza sociale integrata. Creare “progetti di vita” per chi esce dal carcere, oppure lo evita con misure alternative, in un percorso che deve essere delineato da tanti soggetti. Secondo la responsabile dell'ufficio E.p.e. Rossana Carta, quando si è seguiti da magistrati, tecnici, assistenti sociali la possibilità di tornare a commettere reati si abbassa notevolmente. In Sardegna solo lo 0,04% dei condannati ricade in tentazione contro lo 0,15% a livello nazionale. Per promuovere il concetto di rete sociale per l'inclusione dei condannati, anche in Sardegna è stato avviato il corso di formazione per operatori del settore finanziato dal Fondo sociale europeo-Por Sicurezza, nell'ambito del progetto Asis (Azioni di sistema per l'inclusione sociale) destinato a tutte le regioni Obiettivo 1, quelle del Mezzogiorno. Prima del corso, previsto per l'autunno, volontari e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati in un workshop sulla riabilitazione dei detenuti: «Persone alle quali deve essere data la possibilità di esprimersi» sottolinea don Lorenzo Piras, referente regionale della Caritas. Un primo passo in questa direzione è stato lo stanziamento di un milione di euro da parte della Regione per aiutare coloro che avevano beneficiato dell'indulto e che avevano perso tutto nel corso della detenzione. Alcuni di essi hanno trovato un posto di lavoro nella cooperativa “San Lorenzo” di Iglesias. Anche se ai fondi pubblici, deve essere accompagnata una strategia. «Non ci vogliono soltanto i soldi - avverte Ettore Cannavera, pioniere del settore con la sua comunità “La Collina” - ci vuole una cultura della riabilitazione, con la collaborazione di professionisti che analizzino ciò che facciamo». Il Cannavera-pensiero è racchiuso in un libro in uscita dal titolo eloquente: “Responsabilità partecipata”. L'ex detenuto deve essere visto come una risorsa, non come un peso da sostenere: «Dico sempre che devono impegnarsi per dare valore aggiunto al prodotto» ricorda Giampaolo Cassitta , dirigente area educativa del Prap e promotore del convegno assieme al provveditore regionale Francesco Massidda. Elena Laudante
La Nuova Sardegna 14 giugno 2007
Come va reinserito il detenuto

CAGLIARI. È dedicato ai progetti di reinserimento e ai casi di detenuti che sono riusciti a ritrovare un posto nella società il workshop organizzato stamattina all'Hotel Mediterraneo. Al centro del dibattito saranno i piani Asis (Azioni di sistema per l'inclusione sociale dei soggetti in esecuzione di pena), ossia programmi di collaborazione tra operatori e istituzioni per creare una rete che sostenga il reinserimento di chi ha avuto guai con la giustizia. I programmi sono finanziati con le misure che il Fondo sociale europeo destina alle Regioni Obiettivo 1, quelle del Mezzogiorno, per diffondere la cultura della legalità. Dopo gli interventi di Luigina Culla, Giampaolo Cassitta (entrambi della Direzione dell'amministrazione penitenziaria), Francesco Massidda (provveditore regionale alle carceri), Bruno Corda (prefetto vicario di Cagliari), Nerina Dirindin (assessore regionale alla Sanità), Leonardo Bonsignore (presidente del Tribunale di Cagliari), e degli assessori ai servizi sociali delle province di Cagliari, Sassari e Oristano, alle 11,30 sarà la volta delle storie dei detenuti. Le racconteranno don Ettore Cannavera della comunità “La Collina”, don Giovanni Usai, della comunità «Il Samaritano» e cappellano della colonia penale di Isili e, e Giampiero Frau portavoce di Sardegna Solidale. (e.l.)
La Nuova Sardegna, 10 giugno 2007
L'ultimo romanzo di Cassitta alla rassegna d'autore di Martis
![]() MARTIS. Sesto appuntamento domani, per «Libri d'autore - la Sardegna raccontata dagli autori», il ciclo di incontri e dibattiti con gli autori di alcune preziose opere editoriali che hanno come tema la Sardegna promossa dal Comune di Martis con il patrocinio dell'assessorato provinciale alla Cultura e con il supporto organizzativo della libreria internazionale Koinè di Sassari. Questa volta il protagonista sarà Giampaolo Cassitta che presenterà il suo ultimo romanzo “Il giorno di Moro”. Cassitta , funzionario del ministero della Giustizia, vive e lavora ad Alghero, ha pubblicato altri due romanzi. “Il giorno di Moro” è un avvincente romanzo che nasce da un duplice omicidio avvenuto a Roma il 9 maggio del 1978, il giorno in cui le brigate rosse consegnano il corpo di Aldo Moro in via Caetani. Un ristoratore sardo viene condannato all'ergastolo per aver ucciso sua moglie e la sua bambina. Ma un magistrato di sorveglianza, anch'egli sardo, dopo 25 anni e attraverso un amico conosciuto negli Anni 70, scopre un'altra versione dei fatti e si muoverà, dentro un gioco di ricordi, tra Sassari, Roma e Alghero alla ricerca di una verità che si intravede sotto strane coincidenze. Mauro tedde |













