la nuova sardegna
25 ottobre 2005
Quella «zona grigia» che ha stravolto tante esistenze
PORTO TORRES. Sono passati otto anni dall'ultimo sequestro di persona in Sardegna, quello di Silvia Melis, portata via da Tortolì da un commando di banditi nel febbraio del 1997, e liberata nove mesi dopo nelle campagne fra Orgoloso e Nuoro. Un periodo di relativa calma, quello trascorso da allora, inframmezzato da sequestri lampo (tentati o riusciti) perché più remunerativi e meno rischiosi. Un periodo di tranquillità che ha fatto calare un pesante sipario su quel fenomeno. Eppure negli anni '70, il sequestro di persona era diventata una piaga sociale. L'Anonima sequestri (ma le bande, si scoprirà poi in tribunale al termine di grandi processi, erano tante e slegate) arrivò ad avere in mano dodici ostaggi, contemporamente. E di questi ostaggi, tanti non sono tornati a casa. Di uno di questi, un ingegnere della Ferrari sequestrato nel 1978 nei pressi di Villasimius, parla il libro «La zona grigia. Cronaca di un sequestro di persona», scritto da Giampaolo Cassitta e che sarà presentato venerdì alle 18,30 nella sala docenti della scuola «De Amicis». L'iniziativa è della libreria «Bollicine» che ripropone un tema scottante, come hanno dimostrato le infinite polemiche e vicende giudiziarie che si sono inserite sul caso «Melis», e che la società sembra voler dimenticare. Come sono stati dimenticati i vari Bussi, Concato, Mazzella. Nomi che ai più giovani sono praticamente sconosciuti, ma che per anni hanno tenuto banco nelle cronache dei mass media, ma anche nelle aule dei palazzi di giustizia. Una giustizia che non sempre è riuscita a presentare il conto a tutti i responsabili di questi delitti.
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10 luglio 2005
Da Ustica alla Moby Prince, i misteri italiani

ALGHERO. Dal giornalismo alla storia dell'isola attraverso indagini e inchieste, ma anche qualche salto nella narrativa. È un percorso che tocca soprattutto la cronaca e i misteri italiani, quello voluto dalla libreria Il Labirinto di Alghero. Gli incontri con l'autore per la rassegna «E le stelle stanno a guardare» prendono il via questa sera alle 21 nella terrazza del Cavall Marì, sede di tutti gli appuntamenti di questa edizione che è stata realizzata in collaborazione con «Sardegna Ventirighe», la Caritas e la cooperativa sociale «Apriti sesamo» e con i contributi del Comune, dell'Obra Cultural e dell'Azienda autonoma di soggiorno e turismo. Il primo ospite sarà Giovanni Maria Bellu che presenta il suo «Fantasmi di Porto Palo». Il giornalista di Repubblica ha raccolto in un volume tutte le fasi della sua inchiesta sull'emigrazione nordafricana e ne ha descritto una delle pagine più buie. Ancora cronaca, ma diluita dalla narrativa, nell'appuntamento del 17 luglio con Andrea Carraro e «Il branco», la storia di uno stupro collettivo ispirata a un fatto realmente accaduto. Le inchieste continuano martedì 20, quando Enrico Fedrighini sarà protagonista di una serata sulla vicenda della Moby Prince, il traghetto salpato da Livorno che entrò in collisione con una petroliera provocando 140 morti. Dalle tragedie nazionali ai drammi della Sardegna: il sequestro di persona sarà il tema dell'incontro con Giampaolo Cassitta , il 23 luglio, con la presentazione del libro «La zona grigia». Si passa alla narrativa con una delle più giovani stelle delle classifiche di vendita, la famosa Melissa P., autrice di «Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire», che il 28 luglio presenta al pubblico «L'odore del tuo respiro». Sarà Bruno Morchio a chiudere il 30 luglio la parte dedicata ai romanzi con il suo «Maccaja», che coinvolge l'investigatore genovese Bacci Pagano in una nuova indagine. Il 4 agosto sarà l'occasione per un viaggio indietro nel tempo grazie a «La Sardegna prima della storia», l'opera di Pier Giorgio Pinna in cui il giornalista della «Nuova» ripercorre la vita dell'isola dall'epoca dei dinosauri fino alla comparsa dell'uomo. Si chiude il 23 agosto con la strage di Ustica, tema del libro «IH870, Il volo spezzato» di Alessandro Benedetti, autore dell'opera e anche avvocato dei familiari delle vittime. Resta invece ancora da definire la data dell'incontro con Michele Loporcaro e «Cattive Notizie», un volume dedicato all'informazione pubblica in Italia in relazione all'immediatezza del linguaggio giornalistico. A condurre gli incontri si alterneranno molti nomi noti: Flavio Soriga, Massimo Onofri, Marcello Madau, Costantino Cossu, Angelo Santoro, Giampaolo Cassitta e Vittorio Nonis.
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9 luglio 2005
A Serdiana gli Humaniora e Cassitta

SERDIANA. «Viaggi e dintorni», opera dello scrittore Giampaolo Cassitta , attualmente responsabile del'area educativa del carcere di Alghero, approda stasera a Serdiana. Il lavoro verrà proposto alle 21, nella sede dela comunità «La collina», in località S'Otta. L'appuntamento alternerà alla lettura dei brani gli interventi musicali del laboratoro letterario e musicale Humaniora. Un viaggio tra le stagioni con i loro colori. E questo percorso stasera coinvolgerà il pubblico di Serdiana, nel luogo che ospita giovani che fruiscono di misure alternative alla detenzione. L'incontro tra Cassitta e gli Humaniora è ormai diventato una consuetudine. Il laboratorio letterario e musicale degli Humaniora trova terreno fertile per valorizzare l'espressività di creazioni attente e indirizzate a tematiche vicinea chi è alle prese con situazioni emarginazione. (marco deligia)
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19 giugno 2005
Sassari, oggi presentazione all'università

Il libro «La zona grigia - Cronaca di un sequestro» sarà presentato da Giampaolo Cassitta oggi alle ore 18.30 all'università di Sassari, nella Facoltà di lettere in via Roma 151. L'incontro, organizzato dalla libreria Koinè, vedrà fra gli altri la partecipazione del magistrato Mariano Brianda, presidente provinciale dell'Anm. Una seconda presentazione si svolgerà il 10 luglio a Serdiana nella comunità di don Ettore Cannavera. Un'altra ancora, il 16 luglio ad Alghero, nell'ex Tris blu, alla presenza dell'inviato di «Repubblica» Giovanni Maria Bellu.
Una voce forte al di là delle sbarre

Giampaolo Cassitta è alla sua terza prova narrativa. Prima del libro «La zona grigia», ha pubblicato due romanzi sull'ex Cajenna del Mediterraneo: «Il rumore del silenzio» nel 2000 e «Supercarcere Asinara» nel 2002. Entrambi caratterizzati da storie limite, come può essere estrema la vita e la solitudine di detenuti confinati ai margini del mondo. Cassitta è così riuscito a ricostruire, con accenni a volte suggestivi ed emozionanti, vicende minime delle quali in genere non ci si occupa. Per esempio, quella altamente simbolica di un anziano ergastolano che dopo quasi un quarantennio trascorso tra Cala d'Oliva e Cala Reale non vuole separarsi dal suo asinello e pur di portarselo dietro si offre di acquistarlo per cinquanta milioni (negli anni Ottanta una somma corrispondente a qualcosa come centomila euro di oggi). Una storia apparentemente minina, che invece svela molto dell'universo carcerario. Oppure, il capitolo intitolato «Io, tu e i gabbiani» dove s'immagina che l'ex direttore Luigi Cardullo, amante della poesia, s'intrattenga con un brigatista su uno dei lembi di Fornelli declamando versi: soggetto che ha dato lo spunto di una pièce teatrale alla compagnia di detenuti algheresi «Insoliti noti», per la regia di Marco Boscani. Nato nel 1959 a Oristano, Cassitta è sempre vissuto tra l'Asinara e Alghero, dove risiede tuttora. Si è laureato in pedagogia a Sassari e specializzato a Roma nella stessa materia, con particolare riferimento ai problemi degli adulti. (pgp)
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10 giugno 2005
Sequestri: la zona grigia e il giudice Lombardini Da un libro altre verità L'educatore delle carceri Giampaolo Cassitta ha saputo ricostruire fatti sconcertanti attraverso testimonianze dirette
di Pier Giorgio Pinna

Martedì 11 agosto 1998. Ore 19,50. Cagliari, palazzo di giustizia. Afa opprimente. Clima carico di tensione. All'improvviso, nei corridoi semideserti, uno sparo: Luigi Lombardini si uccide nel suo studio, un colpo di pistola in bocca. Morte dai risvolti sconcertanti, emblematici. Chiude un'epoca. Fa traboccare veleni. Cancella misteri. Pietra tombale sulla più inquietante stagione di rapimenti, spazza via tanti - troppi - interrogativi. Prima del suicidio, cinque ore d'interrogatorio: il pool di Palermo impegnato in forze nel tentativo d'illuminare coni d'ombra nel sequestro di Silvia Melis. Colloquio chiesto non al giudice-collega, ma all'imputato Lombardini, ex stratega della lotta ai rapitori, accusato di ruoli ambigui sia nelle trattative per la liberazione della commercialista di Tortolì sia nelle fasi successive al rilascio. La sua fine segna la fine dell'inchiesta. Non sarà mai fatta luce, soprattutto, sulla rete parallela che lo Sceriffo della Barbagia potrebbe aver organizzato con la connivenza di pezzi importanti ma non autorizzati dello Stato. I nuovi retroscena Ora la casa editrice Condaghes manda in libreria un'opera che svela altri retroscena. S'intitola «La zona grigia». L'autore, Giampaolo Cassitta , è il direttore dell'area pedagogica per adulti nel carcere di Alghero. Racconta la storia di Agostino Mallocci, allevatore e custode di cave a Sinnai. Cinquantacinque anni, ventiquattro di galera, dal novembre 2003 «in affidamento sociale». Tutto dopo la condanna per il rapimento dell'ingegnere della Ferrari Giancarlo Bussi, avvenuto il 4 ottobre 1978 sulla costa di Villasimius. Blitz messo a segno da un commando dell'Anonima: tre banditi armati e mascherati. Scena del sequestro, la villa di proprietà del generale dell'aeronautica Piero Piccio, cognato del rapito. L'ostaggio, a 47 anni, non tornerà più a casa dalla moglie e dai figli nonostante il versamento del riscatto. E' un periodo tremendo, in Italia, sui fronti della criminalità e dell'eversione. A Roma le Br sequestrano e uccidono Aldo Moro, gli attentati «al cuore dello Stato» diventano sempre più numerosi. Nell'isola i rapimenti si succedono a ritmo impressionante. I banditi lavorano alle catene di montaggio di un'industria dal fatturato in crescita. Lo stesso anno del raid a Villasimius nelle prigioni del Supramonte finiscono altri sette ostaggi. Quello successivo, il '79, sarà l'anno più nero: diciannove rapiti. Tra loro, il cantautore Fabrizio De Andrè e la sua compagna, Dori Ghezzi. Fuorilegge e vittime In quest'atmosfera di piombo si consumano tante tragedie. Comprese quelle legate al caso Bussi. Dramma per l'ingegnere di Maranello e i suoi familiari. Dramma per molti imputati. Che si trovano di fronte Luigi Lombardini come investigatore. Spiega Cassitta : «La vicenda di Mallocci è una delle tante storie sporche dove gli uomini, per uno strano scherzo del destino, si trovano nel luogo sbagliato in un giorno sbagliato, senza riuscire a sapere e spiegare perché». L'affaire Bussi, del resto, è di per sé circondato da enigmi. L'autore del racconto-inchiesta ne mette in luce parecchi. Vediamoli. Non s'individuano i basisti. Ci sono personaggi che nei capitoli giudiziari entrano ed escono di scena con tempismo sospetto. Emissari che fanno improbabili ricostruzioni degli incontri con i banditi. Uomini dalla condotta adamantina trasformati in spietati fuorilegge sebbene tutto - proprio tutto, persino corretti rapporti di collaborazione con i carabinieri - lasci pensare l'esatto contrario. E ancora: interrogatori discutibili, confessioni a corrente alternata, ritrattazioni. «Giochi di verità contrapposte», li definisce Cassitta . Palestre blindate Al dibattimento di primo grado, cominciato nell'ottobre 1982, le cose per Mallocci si mettono subito male. La sua posizione s'inserisce nel maxiprocesso celebrato nell'aula-bunker di Monte Mixi, a Cagliari: 93 imputati, un'ampia rosa di sequestri da rievocare, centinaia di testimoni, l'ordinanza di rinvio a giudizio firmata da Lombardini che supera le mille pagine. «Altre verità» emergono solo in parte, mescolate ad aree d'ombra. Saltano fuori pressioni sui familiari di alcuni arrestati. Qualche detenuto denuncia percosse e maltrattamenti. Alla fine, almeno per Mallocci, arriva la prima condanna. Le decisioni delle corti di secondo e terzo grado non lo aiuteranno: sono sentenze che rappresentano l'inizio di un lungo viaggio nelle carceri di mezza Sardegna. E che - scrive ancora l'autore - trasformeranno questo recluso anonimo in un tristu che janna de presone, uomo solo e triste come la porta di un penitenziario. Ma sullo sfondo, aggiunge a più riprese Cassitta , emerge già allora la zona grigia. La stessa dove si muovono a loro agio solo alcuni investigatori che si vantano di una specializzazione nella battaglia contro l'Anonima. L'autore, stile asciutto e incalzante che richiama i programmi tv del giallista Carlo Lucarelli, la circoscrive alla perfezione. E descrive Lombardini come un «giudice istruttore duro». Sia nell'azione di contrasto alla criminalità negli anni Settanta: «Ottiene risultati. E' quello che conta. Quello che lo Stato vuole». Sia nelle fasi successive: «Magistrato Sceriffo schiacciato dagli eventi, dal nuovo corso, dal modo diverso di condurre le indagini. Non riuscirà a essere il giudice unico per tutti i sequestri in Sardegna. Non lo sopporterà. Vagherà dentro colori non definiti e non definibili. Un non-colore soprattutto: né rosso né nero, ma grigio». Quesiti inquietanti «Chi era in realtà Lombardini?», si chiede in ultima analisi Cassitta . E perché vantava in certi ambienti crediti così consistenti? Per quali ragioni poteva arrestare e successivamente scarcerare persone che si rivelavano poi del tutto estranee ai fatti? Domande rimaste senza risposta anche nel libro. Rebus privi di soluzione da una data precisa: quella maledetta sera dell'11 agosto 1998, quando Lombardini mette fine alla sua vita con uno sparo carico di simbolismi. Ma gli stessi interrogativi, almeno sotto il profilo temporale, si prestano a un'osservazione fredda, neutrale. Il rapimento di Silvia Melis, otto anni fa, è l'ultimo sequestro portato a termine in Sardegna. E' un'assurda beffa del destino? Il frutto del ripiegamento tattico della criminalità verso fonti di reddito più lucrose e con minori rischi? Oppure da allora è successo qualcosa? Qualcosa d'impalpabile: magari maturato, dopo quella revolverata in bocca, in una zona di confine dal colore incerto.










